O Gebo e a Sombra

O Gebo e a Sombra

Ieri sera ho riguardato il film “O Gebo e a Sombra” che avevo visto nel 2012…..che ricordi!
L’altr’anno, il 4 settembre, durante la 69esima mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, la signora Claudia Cardinale mi aveva invitata alla proiezione del film, fuori concorso, del regista portoghese Manoel de Oliveira, “O Gebo e a Sombra”, nel quale lei interpretava la parte della madre e moglie Doroteia. Non mi sembrava vero che proprio la signora Cardinale m’avesse invitata e così per tutta la notte, o quasi, non avevo chiuso occhio.

Il 5 settembre 2012, intorno le 16.45, ero andata verso il Palazzo del cinema e dopo aver sfilato sul tappeto rosso mi ero accomodata in Sala Grande dove, alle 17.00, ci sarebbe stata la proiezione del film. Quando il pubblico (eravamo pochi) s’era sistemato, sul grande schermo avevano proiettato l’arrivo e il red carpet, in diretta, di Claudia Cardinale, Michael Lonsdale (il quale interpretava Gebo) e Luìs Miguel Cintra (interpretava l’amico Chamiço). Mentre stavo seduta e guardavo Claudia scendere dall’auto, per poi fare la sfilata, mi ero emozionata tanto! Un sogno che s’avvera! Appena Claudia era entrata in sala, era stato bello sentire il pubblico esclamare il nome “Claudia” accompagnato da un forte e sentito applauso, tutti erano in piedi e si erano girati verso di lei per ammirarla, anch’io l’ho fatto. Lei era radiosa, indossava un completo molto semplice di color grigio perla e il più bell’accessorio che avesse, era il suo sorriso che splendeva.

All’inizio del film ero talmente contenta, che quasi non riuscivo a star ferma, ma subito dopo pochi minuti ero stata coinvolta dall’atmosfera così cupa, calda, della pellicola, che non potevo far altro che star seduta a guardare.
Il film è stato ispirato al dramma in 4 atti “O Gebo e a Sombra” del 1923 di Raul Brandão.
La pellicola narra la situazione sociale portoghese degli anni venti, prendendo come riferimento una famiglia povera. La storia si svolge principalmente tra quattro mura e solo qualche volta si vede l’esterno. Gebo (M.Lonsdale) il padre di famiglia, è un contabile, che vive con la moglie Doroteia (C.Cardinale) e con la nuora Sofia (L.Silveira), che insieme alla moglie ha cresciuto come se fosse una figlia. Doroteia accusa sia il marito che la nuora, del disinteresse che hanno per João (R.Trêpa), il figlio e nonché marito di Sofia, scappato di casa otto anni prima, per uscire dalla routine quotidiana, anche commettendo azioni illegali.
Dopo il ritorno del figlio, la madre si sente meglio, ma pian piano, durante a una chiacchierata con la famiglia e due amici: Chamiço (M.L. Cintra) e Candidinha (Jeanne Moreau), scopre la vera natura ribelle del figlio. Quando i due amici ritornano a casa e quando il padre e la madre vanno a dormire, João resta solo con sua moglie, Sofia, la quale cercherà, nel momento in cui suo marito ruberà i soldi che il padre teneva per conto dell’azienda per cui lavorava, di fermarlo, ma senza riuscirci. Il film si conclude con l’inquadratura sui tre protagonisti iniziali: Sofia, Doroteia e Gebo, il quale viene arrestato per furto, dopo aver confessato che il ladro era lui, pur di non ammettere chi fosse stato in realtà il colpevole, per evitare di rattristare la moglie.
Alla fine del film un forte applauso aveva accompagnato l’uscita degli attori dalla sala.

L’interpretazione della signora Cardinale è stata la cosa più bella che io abbia mai visto! Il suo timbro di voce, così deciso, impostato è capace di trasmettere, anche grazie ai lineamenti del suo volto, un’ emozione enorme. Il film m’è piaciuto moltissimo, soprattutto per le inquadrature, i colori, l’atmosfera…. la semplicità, quella semplicità che ormai non c’è più nei film che vediamo. Il nostro sguardo è abituato a guardare una pellicola stando attento sia ai soggetti sia allo sfondo, che quasi sempre è in movimento (macchine, persone, che passano ecc…), invece in questo film il nostro occhio si rilassa e la mente riflette sulle problematiche del tempo, che alla fine sono le stesse che ci sono anche adesso.

Alcuni pezzi del film che mi sono piaciuti, perché si riesce a capire che le cose con il passare degli anni non sono cambiate poi così tanto…sono:

“È ciò che piace al pubblico
il gusto si è degradato. Ah, l’arte….Quando penso all’arte….Penso all’arte e mi rattristo enormemente. Chi non prova lo stesso in questo momento? Allora mi lascio andare e suono non so cosa da solo”.

“Un ombrello così buono…Gli oggetti si rovinano subito, ormai. Una volta, non era così”.

L’interpretazione dell’attrice Jeanne Moreau è stata davvero divertente, soprattutto quando raccontava delle sue preoccupazioni sul caffè, che le faceva venire le palpitazioni.
È un film che deve essere assolutamente visto! Un cast meraviglioso, un grande regista di 104 anni con ancora una voglia che coinvolge enormemente e una storia molto toccante.
Non l’avete ancora visto?! Cosa aspettate, andate subito a vederlo!

Grazie, Merci signora Cardinale!

P.S. non è facile da trovare, purtroppo il dvd è uscito solo in Francia…Spero con tutto il cuore, che prima o poi, esca anche in Italia.

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