Argio Orell e Jannis Kounellis

Argio Orell e Jannis Kounellis

Questa mattina, 16 settembre 2013, sono andata a vedere una mostra dell’artista e collezionista triestino Argio Orell (1884-1942) presso il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata.
Argio Orell è nato a Trieste il 17 settembre del 1884, da Calliope Iconomo (originaria della Grecia e sarta di professione) e da Giuseppe Orell (guardia comunale). All’età di tre anni è rimasto orfano di padre ed è cresciuto con la mamma e la nonna tra le stoffe e i fili. A causa delle precarie condizioni economiche, cambiano spesso casa, restando però sempre tra il Viale XX Settembre, Via Rossetti, Via Gatteri e Via Chiozza. Fin da piccolo disegna in continuazione, rubando i gessetti da sarta alla madre, oppure utilizzando il lapis che trova in casa. Argio Orell frequenta prima le scuole primarie e poi va alla scuola industriale, che funziona come un politecnico, presso la quale insegnano illustri architetti e pittori, tra i quali anche Eugenio Scomparini, colui che lo porta ad una pittura più libera e moderna. Già diciassettenne espone le sue prime opere da Schollian, suscitando ammirazione nei visitatori. Il quadro che ha più successo è “Fuori dell’ombra”, infatti Giorgio Galatti, dopo averlo visto, promette al giovane artista di aiutarlo economicamente, per andare a studiare a Monaco. Purtroppo il benefattore non riesce nella sua impresa, perché muore, lasciando solo Orell. La madre, molto dispiaciuta, cerca in tutti i modi di accumulare del denaro per mandare il figlio a studiare arte e grazie all’aiuto di alcune clienti della sartoria, Orell può lasciare Trieste per andare in Germania. Ringraziando l’insegnate che lui ammira molto, Franz Von Stuck, anche se lui era una allievo del primo anno e quindi non poteva esporre i suoi lavori, riesce a mettere in mostra due sue opere, e a vincere anche un premio. Proprio Von Stuck porta la Secessione all’interno dell’Accademia, entusiasmando il ragazzo. Di ritorno a Trieste, dopo il soggiorno tedesco, Argio realizza una mostra da Schollian e l’avvenimento è così clamoroso, che la gente fa la fila pur di vedere le sue opere e così da un momento all’altro si ritrova ad essere un artista famoso, ammirato dal pubblico e molto ben considerato dai colleghi, tanto da diventare l’esponente maggiore in questa zona, dell’arte floreale. Successivamente fa anche opere minori, collaborando con l’industria cartotecnica triestina, Modiano, che oltre alle carte da gioco, ha prodotto anche cartelli, cartoline e manifesti pubblicitari. Nel 1904, Orell disegna sua madre, ma anche la sua collaboratrice Irma, la quale si innamora di lui. La madre vedendo i dipinti che ritraggono Irma, litiga con il figlio, il quale, dopo aver venduto tutti i suoi quadri esposti da Schollian, prende i soldi e se ne va a Venezia, restandoci fino a quando non esaurisce tutti i suoi risparmi. Se da una parte con la pittura ha mostrato una forte forza espressiva, rivela anche una raffinatezza nel disegno applicato. Da illustratore si trasforma a decoratore, nelle sue opere si possono trovare elementi inglesi, ispirazioni pre raffaellite, egiziane, giapponesi, indiane, persiane e spagnole. Nel 1916 Orell sposa Anna Hell de Helldenwerth dalla quale, nel 1921, ha una figlia di nome Argianna, detta Chiara. Nello stesso anno del matrimonio viene inviato a prestare servizio militare e la moglie lo segue a Radkersburg, dove trova anche Vito Timmel e con lui dipinge una serie di pannelli caricaturali. In questo periodo s’accentua la malattia di cui soffre, ovvero il lupus di origine tubercolare e così viene ricoverato nella clinica dermatologica di Graz, ma senza buoni risultati, anzi, gli viene riconosciuta un’invalidità del 20 % e una pensione annua di novanta corone. Dopo la nascita della figlia partecipa alla prima Biennale di Roma, il Re acquista un suo quadro e diventa un ritrattista molto ricercato. I rapporti con la moglie si incrinano e la sua salute ne risente molto e dopo un periodo di grandi successi cade in miseria. Nel 1935 torna a Trieste dove viene ricoverato in ospedale fino al 1937. Una volta dimesso non tornerà a casa, ma passerà la convalescenza negli alberghi. L’unica persona che gli sta vicino è la giovane cugina Ada, che diventa la sua musa ispiratrice nei suoi ultimi anni di vita. Viene ricoverato di nuovo all’ospedale e muore in solitudine nel 1942.

La mostra dedicata ad Argio Orell è stata organizzata benissimo! All’entrata ci sono due sale, in quella a sinistra vi sono alcuni dipinti di Orell, mentre in quella a destra, sono esposti tanti poster, cartoline, dell’artista.
La delicatezza e la raffinatezza che troviamo nei suoi dipinte emoziona enormemente l’osservatore, conducendolo in un mondo parallelo di meraviglie, che solo l’occhio umano e la mente più elastica possono percepire.
Non vi sono parole per descrivere tali capolavori…l’unica cosa da fare e quella d’andare a vedere questa mostra.

Dopo aver visto questa mostra sono andata a vedere l’installazione, del greco Jannis Kounellis (nato a Pireo nel 1936) , tanto apprezzata dal pubblico, presso l’Ex Pescheria (edificio progettato da Giorgio Polli).
Tale opera, molto particolare è caratterizzata dai banconi originali dell’ex Pescheria, dove vi sono stati appoggiati dei resti di alcune navi, da dove sbucano delle viti e ogni tanto, si intravedono dei resti di vernice. Dal soffitto scendono delle corde di canapa, fino a terra, che reggono dei sassi e che, grazie all’architettura dell’edificio, creano un bell’effetto. Le sedie ricoperte da un lenzuolo nero, secondo l’artista, fanno ricordare i cori delle tragedie greche e la loro disposizione, perpendicolare rispetto ai banconi con i relitti, può far rammentare la pianta di una chiesa. Tale location è perfetta per l’installazione di Kounellis, visto che gli oggetti da lui utilizzati richiamano l’ambiente marino. Sicuramente è un’opera originale, ma non posso dire che mi sia piaciuta tanto…ricordando un artista triestino, che ho incontrato tempo fa, ricordo alcune sue parole….”è una mulonata (ragazzata) !” e concordo! È giusto che ognuno sia libero di esprimere ciò che vuole attraverso l’arte, ma non vedo la bellezza straordinaria di questa installazione e quindi la necessità di mantenere questa “mostra” fino a gennaio del prossimo anno. Sono stati scritti molti articoli, o meglio tante storielle, su questa installazione e per concludere sono state riprese (senza specificarne la provenienza), per descrivere l’opera di Kounellis, alcune parole dette da Sgarbi in tv, quando presentava il suo libro “Nel nome del Figlio. Natività, fughe e passioni nell’arte”, in relazione al paragone del Cristo Morto di Mantegna e dell’immagine di Che Guevara morto. Apprezzo l’originalità del lavoro, ma penso che la presentazione fatta dai giornali sia stata un po’ troppo pomposa e noiosa.

Informazioni:

Raffinatezza e seduzione- Argio Orell – fino al 20 ottobre-
presso il Civico Museo della Civiltà Istriana, Fiumana e Dalmata, in via Torino 8, Trieste
Orari: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 e 16.00-18.30. Domenica dalle 10.00 alle 13.00
Ingresso gratuito

Kounellis – fino al 6 gennaio 2014 (prorogata fino al 2 febbraio con il seguente nuovo orario: da lunedì a venerdì: 11.00-13.00 e 15.00-18.00. sabato, domenica e festivi: 10.00-20.00)
presso il Salone degli Incanti – Riva Nazario Sauro 1, Trieste
Orari: dal Lunedì al Venerdì 11.00-13.00 e 17.00-20.00. Sabato, Domenica e festivi 10.00-20.00
Biglietto: Intero 6 euro, ridotto 4 euro

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