Magazzino 18 – Simone Cristicchi

Magazzino 18 - Simone Cristicchi

Questo pomeriggio, 23 ottobre 2013, alle 16.00, sono andata a vedere lo spettacolo teatrale “Magazzino 18” (regia di Antonio Calenda), presso il politeama Rossetti, di Trieste.

Lo spettacolo s’è aperto con una proiezione che mostra il porto vecchio di Trieste, in particolare il Magazzino 18, dove l’archivista Persichetti di Roma, interpretato da S. Cristicchi, entra nell’edificio, con il compito di catalogare tutto ciò che v’è all’interno. La m.d.p. porta lo sguardo dell’osservatore all’interno dell’edificio, ormai abbandonato e decadente da più di sessant’anni. Era il deposito dove gli esuli, costretti ad andare in campi profughi o a partire per lunghi viaggi, quasi obbligati, lasciavano i loro averi: fotografie, giochi, mobili, utensili da lavoro…che possiamo trovare ancora oggi, in questo magazzino, tutti accatastati. Pian piano la proiezione diventa realtà e sul palcoscenico si vede Simone Cristicchi che interpreta l’archivista, circondato da alcune sedie, mobili e vari oggetti. La scena si divide in due e il protagonista passa da un ruolo all’altro: a destra del palco interpreta la parte di Persichetti, che parla con il suo destinatore, spiegandogli che non si tratta di un caso d’archiviazione simile agli altri, bensì di qualcosa di più importante e delicato, mentre a sinistra del palco, Cristicchi racconta la storia di Trieste, della Dalmazia e dell’Istria partendo dall’8 settembre del 1943, quando la radio italiana divulga il messaggio del maresciallo Badoglio, nel quale si comunica l’armistizio dell’Italia, tutto sembra migliorare, ma all’indomani della firma dell’armistizio il governo provvisorio approva alcuni accordi con gli alleati, con la decisione di riprendere in mano la questione dei confini orientali dell’Italia, alla fine della guerra. In risposta all’armistizio, i tedeschi il 18 settembre occupano il nord-est italiano, invadendo anche Pola, Fiume e Lubiana. Prosegue raccontando, che anche se la seconda Guerra Mondiale era finita e tutto sembrava migliorare, continuavano ad esserci degli scontri tra comunisti titini ed i fascisti e narra di come tante persone, anche giovanissime, siano state massacrate ed uccise, ingiustamente e buttate nelle fobie. Purtroppo la tortura continua e l’Italia deve pagare la sconfitta della seconda GM e con il trattato di pace, del 1947, è costretta a cedere vasti territori dell’Istria e della fascia costiera, costringendo circa 300mila persone a lasciare le loro terre natie destinate a non essere più italiane. Tante bellissime città sono state distrutte e con esse anche la maggior parte delle persone che ci vivevano. Lo spettacolo era in parte recitato e in parte cantato da Cristicchi, accompagnato dai ragazzi del laboratorio Star Ts Lab. La rappresentazione si è conclusa con un sentito applauso, che è durato molto, perché veramente meritava premiare il lavoro dell’autore.

È stato uno spettacolo davvero molto bello e toccante. Le luci, la scenografia creavano un’atmosfera particolare, ricreando anche il senso d’angoscia che si provava durante gli anni del massacro. Le musiche erano sensazionali, bellissime e l’orchestra meravigliosa! Cristicchi al meglio ha rappresentato la storia di Trieste e dintorni, coinvolgendo tutto il pubblico ed emozionandolo molto. Davvero tanti complimenti!!!!

Secondo me, tutti dovrebbero vedere questa rappresentazione teatrale, soprattutto i ragazzi delle scuole, perché non c’è modo migliore per imparare la storia della nostra nazione e non solo. Consiglio vivamente di andarlo a vedere, affrettatevi!

P.S. ecco una canzone tratta dallo spettacolo: http://www.youtube.com/watch?v=x2gcxoxF1_A

Durata spettacolo 1h e 45min, senza intervallo.

24 ottobre ore 20.30 – 25 ottobre ore 20.30 – 26 ottobre ore 20.30 – 27 ottobre ore 16.00

Presso il politeama Rossetti di Trieste

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