The Outsider – Il Cinema di Antonio Margheriti

The Outsider - Il Cinema di Antonio Margheriti

In occasione del “Trieste Science Fiction Festival” , ieri sera, 2 novembre 2013, presso il Teatro Miela, alle ore 20.30, è stato presentato il documentario ” The Outsider – Il Cinema di Antonio Margheriti” di Edoardo Margheriti (figlio del regista).
Il documentario è stato introdotto con un breve commento da parte del figlio del regista, Edoardo, che è rimasto in sala con il pubblico durante la proiezione e si è prestato, alla fine, a rispondere alle domande postegli dagli interessati.

Edoardo Margheriti: “Una cosa che mio padre amava, era di esprimersi in tutti i generi possibili. Ha fatto tutto, mischiandoli fra loro. […] Il documentario pensai di realizzarlo, trovando in giro per il mondo, le poche interviste che Antonio, mio padre, ha rilasciato, perché era una persona abbastanza schiva, grande lavoratore, grande professionista, amava il cinema, voleva fare cinema e dedicò la sua vita al lavoro. Non era un personaggio che amava andare in televisione e farsi intervistare. Esistono poche video-interviste e ci ho messo tipo cinque- sei mesi per trovarle e poi intervistare le persone che hanno lavorato con lui: registi, collaboratori, amici, critici”.

Antonio Margheriti nasce a Roma il 19 settembre del 1930 in un famiglia medio borghese ed era il più giovane dei quattro figli. Il Padre, Luigi è un ingegnere, che lavora nelle ferrovie dello Stato, ma Antonio non segue le orme paterne. Terminati gli studi decide di lasciare l’università e tentare quella che era la sua passione: scrivere sceneggiature. Prova proporre alcune sue storie per fare dei film, ma con scarsissimi risultati. Nel 1953 incontra Miranda Bonardi la donna con cui si sposa e dalla quale ha due figli, una femmina ed un maschio. In quello stesso anno riesce a mettersi in contatto con Gilberto Carbone, che era un organizzatore generale, che lo porta con sé dentro la Titanus film. In questo periodo nascono tante sceneggiature, ma nel 1960 Margheriti scrive la prima storia di fantascienza, dando così vita a un genere cinematografico, nuovo per l’Italia, il film si chiama “Spaceman”. Goffredo Lombardo propone ad Antonio un film con la coproduzione della Metro Golwyn Mayer, un fantasy “L’arciere delle Mille e una notte” (1962). Nel 1964 ha occasione di cimentarsi in una fantascienza e dirige quattro film contemporaneamente per il mercato televisivo statunitense, la serie “Gamma Uno” anticipando di alcuni anni il fenomeno di Star Trek.
L’attore Franco Nero ricorda “Gamma Uno”: “Mi ricordo di quei quattro film girati con Antonio, io ero ancora giovanissimo. quando mi vide mi disse io ti prendo per questi film, pero io ti preannuncio una lunga carriera”.
Il regista Antonio Margheriti: “Era un ragazzo eccezionale straordinario, bellissimo, la moglie del produttore americano del film, quando lo vide quasi svenne, quegli occhi azzurri…”.
A.M: “Noi cerchiamo di stupire con la fantasia con un nuovo sistema di riprese. Giriamo quattro film unitamente e giriamo con un sistema molto valido, che ci permette di condensare i tempi di ripresa di questi film in tre-quattro settimane al massimo”.
Prosegue
F.N. “C’era una scena di un film, poi ce n’era un’altra di un altro, perché gli ha girati tutti e quattro contemporaneamente. Dimmi oggigiorno un regista che riesce a fare quattro film contemporaneamente”.

Edoardo Margheriti: “Antonio dà una grande dimostrazione di grande padronanza di effetti speciali, che anche se in quegli anni gli effetti speciali erano fatti con le mani, le astronavi sostenute da fili, proprio questi trucchi furono il motivo per cui, verso la fine degli anni ’60, proposero ad Antonio di incontrare Stanley Kubrick e di collaborare alla realizzazione di “2001: Odissea nello spazio”… ma Antonio rifiutò”.

Antonio Margheriti: “La cosa che proprio mi affascinava in “Danza Macabra” era la complessità dei personaggi e questo poi m’è rimasto una specie di segno per il resto di tutta la mia carriera. 10 anni dopo aver fatto danza macabra l’ho rifatto, con lo stesso produttore, ma con attori diversi, più internazionale. Poi a colori, il fatto che era a colori a me non faceva felice, perché la bellezza di danza macabra è lo straordinario bianco e nero”.
Antonio Margheriti su Barbara Steele: “Non era un’attrice facile e non era facile dirigerla, però devo dire che i risultati erano straordinari, almeno nei film che ha fatto con me, io mi sono trovato benissimo con lei”

Alla fine degli anni Sessanta Margheriti realizza l’unico suo film d’amore “Io ti amo” con Alberto Lupo e Dalidà, cerca comunque un po’ di fantasy, perché la protagonista femminile del film è un fantasma. Negli anni Settanta dirige molti film: Commedie, Western, Thriller, commedie erotiche sulla scia del Decamerone, horror, fantastici, polizieschi e avventurosi.

Barbara Bouchet: “Io il poster di questo ce l’ho, bello grande e davanti alla mia vasca da bagno….sul tappeto volante”. (riferito al film “Finalmente…le mille e una notte”)

Antonio Margheriti ricorda il film “Contronatura”: “Per poter fare la camera che scende sul tavolo,della seduta spiritica, che riprende le mani e poi ti arriva sui visi, ho dovuto legare l’operatore farlo scendere giù piano piano e con un altro cordino farlo ruotare”.

Il regista A.Margeriti amava molto i fumetti infatti il film “Il mondo di Yor” (1983) è stato tratto dal fumetto argentino “Yor il cacciatore”.
Corinne Clery, che era la protagonista femminile nel film, ricorda: “È stato un film d’avventura ed è stato anche una grande avventura, perché siamo stati dei mesi a girare e dovevamo fare questa battaglia con gli uomini vestiti di nero con caschi, robot, tutta la centrale elettrica a disposizione e arriva a un punto precisissimo, non so quante telecamere, quanta gente lavorava lì, era una scena veramente importante”.

Sempre negli anni Ottanta, nelle Filippine, sono stati realizzati cinque film sullo stile di Indiana Jones.

Edoardo Margheriti: “A lui (A.Margheriti) piaceva più una paura inconscia, una paura psicologica. Il thriller e il gotico sono stati sicuramente i generi che lui ha più amato.

Antonio Margheriti è morto il 4 novembre 2002 a Monterosi.

-Non bisogna perdere il senso della realtà nella vita….- A.M.

Per un certo periodo ha usato lo pseudonimo di Anthony M. Dawson

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