La Bellezza per la Bontà, l’arte aiuta la vita

La Bellezza per la Bontà, l'arte aiuta la vita

Oggi, 2 dicembre 2013, alle ore 18.00, presso la Sala del Giubileo di Trieste, s’è tenuta l’inaugurazione della quattordicesima edizione della mostra “La Bellezza per la Bontà, l’arte aiuta la vita” a favore del premio alla bontà, Hazel Marie Cole Onlus.
Hazel Marie Cole era un ingegnere nata in Gran Bretagna che si occupava di progettare le ali degli aerei militari. Per lavoro si spostò in Canada e negli Stati Uniti. Dopo aver conosciuto Aldo Pianciamore a New York, si trasferì con lui a Trieste. Lei era appassionata d’arte, amava creare sculture ed era un persona davvero altruista, infatti sosteneva gli artisti emergenti. Da insegnante faceva sì che i bambini superassero le loro difficoltà e ci teneva molto che tutti i ragazzi stranieri si integrassero al meglio. Prestava aiuto anche alle persone non autosufficienti, cercando di aiutarle come poteva. Dopo la sua morte, il marito Aldo decise di continuare il lavoro, da lei iniziato, operando nell’ambito sociale e nel 1999 nacque così il premio alla bontà dedicato alla moglie. A quel tempo ad esporre erano gli amici di Hazel.

Aldo Pianciamore ha introdotto la mostra, composta da complessivi 33 lavori di artisti italiani, austriaci, francesi e bosniaci, al pubblico, per poi passare la parola al presidente della Comunità Greco Orientale di Trieste, il signor Stelios Ritsos, che con le sue parole ha voluto evidenziare che i giovani sono importanti e che si dovrebbe appoggiarli, perché costituiscono il futuro, infine, l’architetto e critico d’arte, Marianna Accerboni si è soffermata su ogni opera esposta ed ha spiegato brevemente alle persone, presenti in sala, di chi fosse e la tecnica utilizzata per realizzarla. La mostra è stata ben organizzata e ogni dipinto è particolare, può piacere o meno, ma la cosa interessante e che ci sono tanti lavori realizzati con tecniche differenti ed usando supporti e strumenti diversi. Ci sono opere realizzate con la tradizionale pittura ad olio, ad acrilici e a acquerelli, il collage, l’utilizzo della tempera all’uovo, la tecnica dell’acquaforte, la sanguigna e tecniche miste.
I dipinti che mi hanno colpita di più sono:

(seguendo il collage di foto dalla seconda in alto, partendo da sinistra)

“Immaginaria 2009 le due lune”, olio su tela 2009, di Fulvio Cazzador artista triestino, formatosi sotto la guida del pittore Gianni Brumatti. I contrasti delle notti di luna e dei bagliori diurni che si sovrappongono creano un’atmosfera onirica magica, quasi surreale che trasporta in un altro mondo chi osserva l’opera.

“Bagliore”, acrilico smaltato e vetroresina su compensato 2007, del triestino Giorgio Paolo Guglielmo. Non è il genere di pittura che prediligo, ma questa opera m’è piaciuta moltissimo! Non ci sono parole per poter descrivere tale lavoro, perché mi ha colpita appena l’ho visto.

“Le falesie a Duino”, tecnica mista 2010, della triestina Luisa Comelli-Luis. Un quadro che ha suscitato il mio interesse, perché le pennellate forti, quasi violente mi hanno rammentato i quadri espressionisti.

“Arketipo”, tecnica mista su tela 2011, del monfalconese Fulvio Dot. Un’opera davvero originale e particolare raffigurante delle casette che emergono dalla superficie grazie all’utilizzo di cartoncini, sabbie ecc…

“Vetri”, olio su tela 2009, di Nora Carella, pittrice triestina che apprezzo moltissimo, conosciuta per i suoi favolosi ritratti di persone del mondo dello spettacolo e non. Qualche anno fa c’è stata, presso la Sala Umberto Veruda, una sua bellissima mostra, che raccoglieva i più bei paesaggi lagunari di Venezia e le nature morte. Le trasparenze del vetro sono rese dall’artista, divinamente, creando un’atmosfera quasi magica, poetica, che è davvero eccezionale!

“Crepuscolo in laguna” tecnica mista su faesite 2013, di Livio Zoppolato. Un quadro che raffigura la laguna, realizzato sgraffiando il colore e rendendolo in rilievo, facendo sembrare che l’artista avesse operato su di un muro.

“Tramonto”, olio su tela 2011, di Gianna Lampe. Un dipinto che raffigura il Molo Audace di Trieste al tramonto. I colori trasmettono quiete e il contrasto tra nuances calde e fredde, dà carattere all’opera dell’artista.

Consiglio vivamente di andare a vedere questa mostra, anche perché i quadri in foto non rendono molto, dal vivo sono tutt’altra cosa!

Sala del Giubileo di Trieste, Riva 3 Novembre, n°9
Dal 2 al 16 dicembre 2013
Orario: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19-30
Ingresso libero

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