“Penso che un sogno così… ” Giuseppe Fiorello

Ieri sera, 20 dicembre 2013, alle ore 20.30, presso il Politeama Rossetti di Trieste, s’è tenuta la rappresentazione teatrale scritta da Vittorio Moroni e Giuseppe Fiorello che ne è anche l’interprete, con la regia di Giampiero Solari. Nello spettacolo “Penso che un sogno così….” Beppe Fiorello racconta suo padre attraverso le canzoni di Domenico Modugno.
Giuseppe Fiorello narra che quand’era piccolo, un lupinaio, temuto da tutti gli abitanti del paese, un giorno gli chiese di aiutarlo a portare le borse della spesa fino a casa e per ricompensarlo gli regalò un disco… lui corse a casa e lo ascoltò e sentì la voce di Modugno cantare “Volare”. Prosegue raccontando di com’era timido e della sua grande passione per la recitazione e per il canto che, probabilmente, riusciva a comprendere solo suo padre, un cantante siciliano, arruolato nella guardia di finanza, che s’è dedicato alla famiglia tralasciando la carriera musicale.
Uno dei racconti, di Beppe Fiorello, che mi ha colpita è questo: quando, per le vacanze, con una Opel beige (velocità massima 60 all’ora) andavano a casa della nonna, che abitava a 60km di distanza, suo padre cantava proprio come Modugno, con le braccia allargate, ma mentre guidava e il tempo passava lentamente e per arrivare a destinazione ci volevano almeno 5 ore. Il padre guidava sempre stando al centro della strada, perché si sentiva più sicuro.

Giuseppe Fiorello ricorda Modugno:
“Ti conosco grazie a mio padre. Ti ricordo in bianco e nero, ti guardavo alla televisione e ti ricordo sfrontato, sudato e sicuro di te, poi mi voltavo ad osservare mio padre, che seduto accanto a me, ti ammirava, ti guardava, ti osservava, ti imitava qualche volta e cantava la tua canzone (Amara terra mia) e questa era la sua preferita, ci cantava sopra e diventavate una cosa unica, eravate uguali, sembravate fratelli”.

Racconta della festa che si faceva per il patrono della città, San Giuseppe e dell’asta che c’era in quel periodo. Una volta il padre riuscì ad aggiudicarsi un disco, che era stato messo all’asta a 300 lire, per 7500 lire e la famiglia, tornata a casa, lo ascoltò, era di Modugno, su un lato c’era la canzone “Resta Cu’Mme”, mentre sull’altro c’era “La donna riccia”.
L’attore ha concluso la serata descrivendo la gioia e la forte emozione che ha provato nell’interpretare la parte di Modugno nella miniserie televisiva, è stato Il suo sogno che si è trasformato in realtà. Infine ha lasciato il suo pubblico cantando la canzone “Vecchio frac”.

Il pubblico non s’è dimostrato molto partecipe, durante la serata, ma alla fine si è rivelato molto entusiasta del lavoro svolto da Beppe Fiorello. Le scenografie sono semplici, ma di grand’ effetto, sembrano dei quadri di Vedova e Burri e le luci creano la peretta atmosfera per ogni canzone. È stato davvero uno spettacolo molto toccante e pieno di emozioni, che mi ha fatto molto piacere vedere. Ho trovato tanto bello che l’attore ricordasse sua padre attraverso le canzoni di uno dei più grandi cantanti italiani, Domenico Modugno. Complimenti per tutto! Vi consiglio vivamente di andare a vedere “Penso che un sogno così…” perché merita d’esser visto! Finiti gli applausi sono andata a congratularmi con Giuseppe Fiorello e lui è stato davvero molto gentile, simpatico e disponibile. Grazie per la Meravigliosa serata!!!

Per chi vive a Trieste o dintorni può andare a vedere lo spettacolo questa sera, alle ore 20.30, oppure domani pomeriggio, alle 16.00.

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