“Omaggio a Duiz” e “Zoran Music. La poetica del silenzio”

In questi giorni sono andata a vedere due mostre davvero molto belle, entrambe curate dall’architetto e critico d’arte Marianna Accerboni.

Omaggio a Duiz” è una mostra, che racchiude circa una ventina di opere di Giovanni Duiz, nato a Trieste nel 1923. Ha iniziato a dipingere verso la fine degli anni cinquanta, prendendo spunto dal realismo, ma personalizzandolo e trasformandolo quasi in una sorta di sogno. I suo quadri, realizzati ad olio e ad acrilico su tavola, riescono a trasportare l’osservatore, grazie ai colori surreali, in un mondo onirico, magico e ricco di fantasia, ma pur sempre restando legati, almeno in parte, alla realtà, infatti i dettagli sono rappresentanti in maniera precisa. La gamma cromatica, usata dall’artista, è caratterizzata dalla luminosità e dalla nitidezza. Dopo la morte della moglie, avvenuta nel 2006, l’artista non ha più dipinto e di recente ci ha lasciati.
I temi dei quadri esposti sono le marine, le nature morte e le città, ideali, perfette. Duiz riesce a creare un mondo perfetto, limpido e fiabesco dove l’osservatore ama perdersi e lasciarsi trasportare, con la sua fantasia, dalla realtà all’opera d’arte, pronta ad assorbirlo e a fargli dimenticare il presente. Due opere mi hanno colpita maggiormente, “Sulla spiaggia” (acrilico su faesite, 65×30 cm, 1987), dove vi sono raffigurati due pagliacci su una spiaggia ricca di pathos e il secondo è “La Salute” (olio su tavola, 80x65cm), in questo dipinto si vede la Basilica della Salute di Venezia e non so dirvi perché m’è piaciuto, probabilmente l’aver visto una parte di una città, che continua a far parte delle mia vita, mi ha fatto piacere. D’altronde chi non vorrebbe trovarsi in una Venezia surreale e magica, in qualsiasi momento, senza dover per forza prendere un mezzo per andarci?. Vi consiglio di andarla a vedere!

La seconda mostra è “Zoran Music. La poetica del silenzio”, vi sono esposte alcune delle sue opere, realizzate tra gli anni quaranta e gli anni novanta, in modo tale da poter ripercorrere la vita del pittore. Dai primi lavori che raffigurano i cavalli, i paesaggi dalmati, senesi ed umbri, alle Dolomiti, le rocce e Venezia. Alcuni avvenimenti, molto forti, della sua vita hanno influenzato la sua pittura.
Zoran Music è nato nel 1909 a Bukovica, vicino a Gorizia. Negli anni ’20 è a contatto con il mondo letterario e teatrale viennese e quindi anche con l’arte di quel periodo. Successivamente ha l’occasione di scoprire, a Praga, l’impressionismo francese. Negli anni ’30 studia all’Accademia di Zagabria e per un anno, prima dello scoppio della guerra civile spagnola, trascorre il suo tempo a Toledo e a Madrid, dove scopre e si mette in relazione con opere di artisti come Goya e El Greco. Durante il soggiorno dalmato, presso l’isola di Curzola, l’artista inizia a dipingere una serie di cavallini e i paesaggi che lo circondano. Quando la seconda guerra mondiale inizia, lui si rifugia a Gorizia e poi va a Venezia, dove espone. In questo periodo, durante una sua mostra a Trieste, conosce anche il pittore Guido Cadorin e si innamora di sua figlia Ida, anche lei una pittrice, con la quale si sposa.
Nell’ottobre del 1944, quando è a Venezia, viene arrestato dalle SS e deportato a Dachau, dove vi resta fino al 1945. Proprio quando è prigioniero dipinge le carcasse delle persone morte e la sua pittura si modifica. Questo evento non lo lascia e per un lungo periodo nei suoi lavori c’è una costante malinconica che durerà per molto tempo fino a dissiparsi quasi del tutto. A Venezia ritrova l’armonia e dipinge questa città con colori chiari, luminosi, pieni d’energia. Nel 1948 partecipa alla prima Biennale veneziana del dopoguerra e inizia a sperimentare le tecniche incisorie (linoleografia, acquaforte, acquatinta). Successivamente vince dei premi e inizia ad esporre anche all’estero e nel ’53 si trasferisce a Parigi, ma senza abbandonare la sua Venezia. Music muore nel 2005 a Venezia.
La sua pittura è caratterizzata da un segno molto semplice, rurale, quasi materico, che descrive al meglio l’artista e la sua vita, anche se i soggetti raffigurati cambiano e con essi anche la tecnica utilizzata per rappresentarli, ciò che non cambierà mai è il segno unico ed inimitabile d’un artista, che ha avuto una vita davvero molto movimentata, con periodi belli e periodi orribili e che è stato capace di trasmettere le sue emozioni e i suoi stati d’animo sulla tela. Una bella mostra che merita d’essere vista!!!

Informazioni:

“Omaggio a Duiz” fino al 3 gennaio 2014
Prsso la Galleria Rettori Tribbio, in p.zza Vecchia, 6 a Trieste
Orario: feriale: dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30 festivo: dalle 10 alle 12
Venerdì pomeriggio e lunedì chiuso
Ingresso libero

“Zoran Music. La poetica del silenzio”. La mostra si sarebbe dovuta concludere oggi, 31 dicembre 2013, ma verrà riaperta il 7 gennaio 2014 fino al primo febbraio con il seguente orario: martedì – sabato 16-20, domenica e lunedì chiuso. Per ulteriori informazioni chiamare il numero: 040-410311
Presso la Galleria One San Nicolò, in via San Nicolò, 1 a Trieste
Ingresso libero

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