Chi è Ugo Guarino?

Chi è Ugo Guarino?

Mercoledì 5 febbraio 2014, alle ore 18, presso l’Auditorium del Civico Museo Revoltella di Trieste, s’è tenuta una conferenza sull’artista triestino Ugo Guarino.

L’assessore Franco Miracco ha garantito che la mostra dedicata a Guarino si farà.
In sala, ad intrattenere il pubblico, c’erano alcune persone in qualche modo legate all’artista:

Michele Zanetti, il quale ha fatto parte dell’amministrazione provinciale, che ha sostenuto la riforma psichiatrica voluta da Basaglia, ha raccontato di aver avuto modo di seguire il progetto “Arcobaleno”, di Ugo Guarino, che inviava fogli alle scuole italiane che gli scolari dovevano riempire con collage e disegni, commentando la necessità della liberazione dei malati di mente. Il suo primo vero incontro diretto con Guarino, è stato nel ’75 durante l’inaugurazione della mostra “I Testimoni”. Ugo ha accompagnato il procedere della riforma con disegni, affreschi, graffiti ed eventi.
Zanetti conclude il discorso ricordando così l’amico:
“Ugo Guarino è una particolarità artistica ed umana molto singolare”.

Guido Botteri, giornalista ed ex direttore della sede Rai regionale, ha ricordato che Ugo Guarino è nato da madre slovena (che successivamente viene ricoverata nell’ospedale psichiatrico di San Giovanni) e da padre italiano, nel rione di Gretta, nel 1927, che allora era una zona rurale di contadini.
Botteri prosegue raccontando della scoperta di Ugo, avvenuta nel 1948, da Carpinteri, durante la mostra nazionale della caricatura, tenutasi a Trieste e dell’esordio ne “La Cittadella”, un giornale settimanale satirico triestino, ideato da Carpinteri e Faraguna, i quali affidavano le illustrazioni delle varie situazioni, che si inventavano, ai vignettisti Renzo Kollmann ed Elsa Rossignoli, ai quali si era affiancato successivamente anche Ugo Guarino che, pur rispettando le indicazioni degli autori, aggiungeva non solo un contributo figurativo, ma anche altri suggerimenti narrativi.

Botteri ha avvisato il pubblico dicendo:
“Guarino e La Cittadella, uscirà in coincidenza con la mostra, edita da Comunicarte e presentata a modico prezzo, modicissimo prezzo con “Il Piccolo”, soprattutto invito tutti voi e tutti noi a ricordare questo figlio di Trieste, che da Milano nel 1954, al secondo anno del suo esilio milanese, specificava che i suoi disegni sono eseguiti completamente a mano libera, intingendo la penna un poco nella lozione di nostalgia e un poco nell’inchiostro di china”.

Peppe Dell’Acqua, psichiatra che ha lavorato con Basaglia, ha ricordato i tempi con Ugo Guarino, di come durante le riunioni disegnava continuamente e nel suo taschino teneva sempre dei pennarelli e dei vari manifesti realizzati dall’artista per sostenere la riforma psichiatrica.

Franco Rotelli, collaboratore di Basaglia, ha sottolineato la voglia di libertà che Ugo riusciva a rappresentare al meglio attraverso l’arte e che ben si vedrà nella mostra.

Francesca Tramma (lavora per la fondazione del Corriere della Sera) ha riassunto brevemente la storia professionale di Ugo Guarino iniziata grazie a Dino Buzzati, che lo ha notato e preso a lavorare per la Domenica del Corriere e in anni più recenti si è occupato delle vignette de “La Stanza di Montanelli” e poi della rubrica “Lettere al Corriere” di Sergio Romano. Ugo ha costantemente lavorato e disegnato per tutta la vita, producendo: dipinti, schizzi, collage, sculture, disegni e murales come quello della nave cargo, che si può vedere sul muro di via Torbandena a Trieste.

Silvia Magistrali, attraverso alcune foto, ha documentato la vita artistica di Guarino che aveva iniziato a disegnare già all’età di cinque anni.

Claudio Ernè, fotografo, ha rammentato il suo primo incontro con Guarino, presentatogli dall’amico, Fabio Battellini in un bar di Piazza Volontari Giuliani, verso le due di notte. La scena, al momento dell’incontro, ricordava il quadro “I nottambuli” di Hopper, perché Guarino era solo con il barista nel locale.

La serata s’è conclusa con una proiezione di foto di Ernè che raffigurano Guarino e le sue opere.

“Guarino è una delle creature più dolci che io abbia mai incontrato”.
Dino Buzzati

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