“Caffè San Marco – Un secolo di storia e cultura a Trieste 1914-2014”, di Stelio Vinci

Ieri, 8 febbraio 2014, alle ore 18.00, presso lo storico Caffè San Marco, davanti ad un numeroso pubblico, è stato presentato il volume “Caffè San Marco – Un secolo di storia e cultura a Trieste 1914-2014“, di Stelio Vinci.

Ad aprire la serata è stato Massimiliano Schiozzi, della Comunicarte Edizioni, che ha pubblicato il libro. Ha ringraziato il fotografo Ernè per aver fatto un lavoro di restauro di una gran parte delle immagini storiche presenti nel volume e per aver fotografato tutte le decorazioni pittoriche, che sono nel Caffè e che nel libro si vedono meglio che dal vivo, perché si riescono a cogliere dei dettagli che di solito non si notano.
L’editore ha passato poi la parola all’autore del libro, Stelio Vinci, il quale ha riassunto, brevemente, la storia del Caffè San Marco, un luogo frequentato da molti artisti e letterati. Ha raccontato di come, una volta, Trieste aveva dato un maggior impulso allo sviluppo dei Caffè: ce n’erano tantissimi, 50, più che nelle altre città. Ormai ne rimangono pochi, tra i quali questo, che è stato costruito, per ultimo, nel 1914. Il proprietario, Marco Lovrinovich, era un commerciante, irredentista, di vini, legato profondamente a Venezia, infatti, ciò lo si può vedere dall’effige del Leone di San Marco, che si trova in giro per il locale. Sia l’arredamento che le decorazioni rispondono allo Jugendstil. Le decorazioni presenti in questo Caffè, sono state realizzate da pittori irredentisti, come Flumiani, Timmel ecc… e a descriverle è stata Renata De Nova Erne, autrice di un saggio sulla decorazione pittorica del Caffè, che aveva scritto già nel ’95 e che ha rivisto per questa nuova edizione. Ha inoltre ricordato il pittore, scrittore e sportivo Napoleone Cossi, allievo di Scomparini, che quella volta andava per la maggiore a Trieste, a cui è stata affidata la direzione dei lavori artistici del San Marco.
Claudio Ernè, molto felice della riuscita di tale volume, ha voluto spiegare come mai si sentisse tanto emozionato di trovarsi in questo Caffè, così ha iniziato a rammentare gli episodi più forti e significativi, avvenuti tra il 23 e il 24 maggio del 1915, che hanno devastato il Caffè storico, sede degli irredentisti. Ernè ha voluto sottolineare, che tutta la zona, intorno al San Marco, è stata interessata da avvenimenti tragici.
A chiudere la serata è stato Mauro Tabor, Assessore alla cultura della Comunità Ebraica di Trieste, che ha ricordato il legame tra il Caffè e la Sinagoga, nata nel 1912, non solo per quanto riguarda le devastazioni subite, ma anche per una costante frequentazione del San Marco da parte della comunità ebraica, di origine mitteleuropea, principalmente di lingua tedesca, che era arrivata a Trieste e si era presto italianizzata.

Consiglio, vivamente, di acquistare il libro di S. Vinci per avere una visione a 360° di com’era il Caffè San Marco e di com’è cambiato col passare degli anni.
Potete comprarlo presso il Caffè stesso.

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