“Muse interiori” di A.Spigai e “Opere scelte” di D.Stultus

Questo pomeriggio sono andata a vedere due mostre. La prima, nella Sala Comunale d’Arte, si chiama “Muse interiori” di Alessandra Spigai, la quale ha sperimentato varie arti: la grafica, la fotografia e la scrittura per poi passare alla scultura.
E’ una mostra di sculture che rappresentano varie emozioni, come il coraggio, l’innocenza, l’invidia e tante altre, che possono avere una donna ed un uomo o un bambino ed una bambina. Le statue dell’artista sono in parte colorate, per dar loro un significato simbolico. La bambina “Innocenza perduta” è una delle sculture che prediligo e proprio in questo lavoro si può capire l’importanza del colore nero, che è stato inserito, tra i capelli chiari, per far emerge come questa innocenza sia stata contaminata dal male del mondo. La seconda statua che mi piace di più è “Want chance”, un’altra bambina, questa volta felice, che è contenta, curiosa di scoprire il mondo e in questa scultura nera, viene inserito un tocco d’oro.
Questa mostra è davvero carina e stare in mezzo a tante emozioni, che sembrano interagire con chi le sta osservando, è molto divertente ed interessante. Le statue esposte ricordano lo stile Liberty nel loro volto e sembrano delle creature senza tempo. Sicuramente l’originalità dell’artista è evidente nei suoi lavori e ciò mi ha colpito.

La seconda mostra che ho visto è “Opere scelte” di Dyalma Stultus, presso la Galleria Rettori Tribbio.
Dyalma Stultus, artista eclettico, è nato a Trieste nel 1901 ed è morto a Darfo nel 1977. A diciassette anni si è iscritto all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, diplomandosi nel 1921, un anno dopo ha allestito, a Ca’ Pesaro, la sua prima mostra personale, riscuotendo buoni commenti da parte dei critici. Grazie al principe Alessandro di Torre e Tasso, suo mecenate, l’artista ha acquisito una grande fama nell’ambiente pittorico. Stultus è stato uno dei più importanti restauratori del Castello di Duino. Purtroppo, dopo la morte del principe, l’artista non è riuscito a concludere i progetti che avevano fatto insieme. Nel 1941 si è trasferito a Firenze, dove ha conosciuto tanti artisti italiani del Novecento, come Felice Carena.
Stultus, grazie alle sue conoscenze, è riuscito ad entrare in contatto con la “moda” artistica del momento, che però non ha influenzato il suo stile. L’artista ha insegnato in istituti e accademie d’arte, per molti anni. Disgraziatamente durante le due grandi Guerre, tanti dei suoi lavori sono andati perduti, tra i quali anche le scenografie che aveva creato per le feste che si svolgevano in casa Svevo. Tra le lettere scritte dal pittore, si nota la sua passione per la letteratura, il teatro e l’arte in generale, d’altronde, nei suoi scritti, emergono nomi noti, come quello di Svevo, Joyce e Stuparich, delle personalità uniche.

I lavori esposti sono davvero molto belli e particolari; il tratto di Stultus è unico e deciso. Il colore emerge dalla tela, non è diluito, pare steso così come sta, creando un effetto strano, ma grazioso allo sguardo. I colori pastello sembrano i prediletti dell’artista, soprattutto nei dipinti con la tempera, infatti i cieli sono violetti, l’erba verde con una punta di bianco e le montagne azzurrine. Mentre negli acquerelli, la delicatezza e la semplicità sono le caratteristiche che si possono notare e che rendono l’opera piacevole. Infine, nei dipinti ad olio, i colori si fanno più decisi anche grazie alle campiture piene. “Capri, terra dei sogni”, uno dei quadri che mi è piaciuto di più, raffigura una ragazza molto bella, che ha uno sguardo, che guarda fuori campo e questo mi ha incuriosito.

Info:
“Muse interiori” di Alessandra Spigai -Fino al 12 marzo 2014-
Sala Comuna d’Arte, piazza dell’Unità d’Italia 4, Trieste
Orario feriale e festivo: dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20

“Opere scelte” di Dyalma Stultus -Fino al 7 marzo 2014-
Galleria Rettori Tribbio, piazza Vecchia 6, Trieste
Orario: feriali dalle 10 alle 12.30 e dalle 17 alle 19.30. Festivi dalle 10 alle 12
Venerdì pomeriggio e lunedì chiuso

Le prime tre foto raffigurano le opere di Alessandra Spigai, mentre, le altre, raffigurano quelle di Stultus.

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